La stella e la penna: Assagioli, la scrittura autobiografica e la stella delle funzioni

La Psicosintesi, sviluppata da Roberto Assagioli a partire dagli anni Venti del Novecento, nasce come un approccio psicologico che tiene insieme le dimensioni più profonde e quelle più alte della persona. Se la psicoanalisi aveva esplorato soprattutto l’inconscio inferiore, Assagioli propose di includere anche l’inconscio superiore, ossia la dimensione creativa, intuitiva e spirituale. In questa prospettiva, la scrittura autobiografica divenne per lui non solo uno strumento terapeutico, ma anche un esercizio di consapevolezza e di autoformazione.

Assagioli consigliava spesso ai suoi pazienti di scrivere la propria storia personale, o di mantenere un diario. Scrivere significa infatti oggettivare: dare forma e ordine all’esperienza, prendere distanza dalle emozioni che ci attraversano, riconoscere i nessi che legano avvenimenti, scelte e stati d’animo. La scrittura, a differenza del racconto orale, costringe a fermarsi, a riflettere, a scegliere le parole. Questo lavoro di selezione attiva funzioni cognitive e intuitive diverse, permettendo all’inconscio di esprimersi e alla coscienza di osservare ciò che emerge. In termini psicosintetici, la scrittura favorisce la disidentificazione, cioè quel processo con cui ci si distacca momentaneamente da pensieri ed emozioni, riconoscendoli come contenuti dell’esperienza e non come la nostra essenza. Da qui nasce un senso di maggiore libertà interiore e di possibilità di scelta.

Per descrivere la complessità dell’essere umano, Assagioli ideò la cosiddetta stella delle funzioni, un diagramma che rappresenta le principali modalità attraverso cui la psiche si esprime. La stella non è un modello statico, ma una mappa dinamica: le funzioni interagiscono tra loro, possono entrare in conflitto o cooperare. Scrivere di sé, ad esempio, mette spesso in gioco il pensiero e la memoria, ma anche il corpo,  l’immaginazione e l’intuizione; e il rievocare esperienze passate può risvegliare emozioni o desideri sopiti. La pratica autobiografica diventa così un campo privilegiato per osservare l’interazione di queste forze e per armonizzarle grazie alla guida dell’Io.

In questa cornice, la scrittura diventa quindi non solo un mezzo di espressione, ma una vera e propria pratica di consapevolezza e conoscenza di sè: un esercizio in cui le parole non servono a fissare il passato, ma ad aprire il futuro, ad attivare il potere trasformativo dell’Io e della volontà. Scrivere significa fermarsi, ascoltare, lasciar emergere ciò che spesso scorre in modo automatico. È un atto di libertà, perché permette di prendere distanza, riconoscere i nessi, accogliere la varietà delle nostre esperienze e, infine, integrarle.

Le funzioni della stella

Ecco il diagramma proposto dallo stesso Assagioli, ma cosa sono le funzioni della stella? Come potremmo descriverle oggi, con la consapevolezza del nostro tempo?

Sensazioni
Le sensazioni sono la nostra soglia sottile, il primo confine tra noi e il mondo. Attraverso gli occhi, la pelle, l’udito, il gusto e l’olfatto, la realtà ci raggiunge e si imprime dentro di noi. Nella scrittura autobiografica, le sensazioni diventano memoria viva: il profumo di una cucina d’infanzia, il rumore del mare, la trama di un tessuto. Ma sensazione è anche la percezione di noi stessi nello spazio, il senso dell’equilibrio, il calore e la vicinanza delle persone che ci circondano. Raccontarle significa riscoprire la concretezza dell’esperienza e riconoscere come il corpo custodisca ricordi e segnali preziosi.

Emozioni e sentimenti
Le emozioni sono forze in movimento: a volte travolgenti come tempeste, altre volte sottili e carsiche come fiumi sotterranei. Sono messaggere, parlano di ciò che ci tocca e ci riguarda. Scrivere delle proprie emozioni permette di riconoscerne la vitalità e l’impermanenza, di accoglierne i messaggi senza esserne sopraffatti. I sentimenti, invece, hanno un respiro più ampio: raccontano chi siamo diventati nel tempo, ci radicano e ci orientano.

Impulsi e desideri
Prima ancora delle parole, c’è l’urgenza di vivere: la spinta a muoverci, a scegliere, a cambiare. Gli impulsi e i desideri sono il motore che ci spinge avanti, l’energia che abita le nostre azioni quotidiane e i nostri grandi sogni. Scrivere di essi significa interrogarsi sulla loro origine, riconoscere quali ci hanno guidato in passato e quali ci chiamano oggi. E cosa succede se invece mancano?

Immaginazione
Einstein diceva che l’immaginazione è più importante della conoscenza. È un atto creativo che ci permette di vedere oltre l’immediato e di generare possibilità nuove. Nella scrittura, l’immaginazione apre scenari, crea simboli, ci fa incontrare personaggi interiori che parlano con la nostra voce. Ma le immagini interiori possono anche imprigionarci, se restano inconsapevoli. Scrivere permette di prenderne consapevolezza e di trasformarle in alleate.

Pensiero
Il pensiero è la trama che collega, ordina, interpreta. È strumento di analisi e di comprensione, ma può diventare anche una gabbia, quando si chiude in sé stesso e non ascolta le altre funzioni. Scrivere ci permette di osservarlo in azione: come organizza i ricordi, come costruisce nessi, come orienta le nostre decisioni. Nella pagina, il pensiero si fa chiaro, diventa oggetto di riflessione, smette di essere padrone assoluto e si mette al servizio dell’insieme.

Intuizione
Certe cose si sanno, senza sapere da dove arrivano. L’intuizione è quella voce interiore che parla sottovoce, ma dice molto. È un lampo improvviso, una visione, un sentire che trascende la logica. Nella scrittura autobiografica, può emergere attraverso un’immagine improvvisa, un simbolo, un sogno ricordato. Dare spazio all’intuizione significa accogliere una conoscenza sottile che spesso ci orienta meglio di lunghe riflessioni.

Volontà
La volontà non è fatica né rigidità, ma la capacità di dire “sì” o “no” in coerenza con ciò che siamo. È la rotta e il timone, l’energia che ci aiuta a mantenere una direzione. Quando scriviamo della nostra volontà, ci interroghiamo su come prendiamo decisioni, su quali scelte ci hanno resi più vivi e su quali ci hanno allontanato da noi stessi. È un atto di chiarificazione e di orientamento.

L’Io
Al centro della stella, e dunque di tutto il percorso, sta l’Io: non come contenuto psicologico, ma come presenza consapevole. È il testimone silenzioso, il direttore d’orchestra che coordina senza identificarsi con una sola voce. Nella scrittura autobiografica, l’Io si rivela nel gesto stesso di scrivere: nel momento in cui osserviamo, scegliamo le parole, ci distacchiamo e al tempo stesso ci riconosciamo. È la funzione che ci fa sentire interi nella molteplicità delle nostre parti.

Perché fare un laboratorio di scrittura autobiografica sulla stella delle funzioni

La scrittura autobiografica può essere praticata in molti modi. Perché allora intrecciarla con la stella delle funzioni di Assagioli? La ragione è semplice: la stella ci offre una mappa. Nella vastità dell’esperienza personale, rischiamo di perderci, di raccontare solo ciò che emerge per primo o ciò che già conosciamo. La stella, invece, ci invita a esplorare ogni punta, ogni funzione, come se fosse una porta d’accesso a un mondo specifico della nostra interiorità.

Scrivere seguendo questa traccia significa dare voce a tutte le dimensioni della nostra vita: al corpo che sente, alle emozioni che ci attraversano, agli impulsi che ci spingono, all’immaginazione che apre possibilità, al pensiero che collega, all’intuizione che illumina, alla volontà che orienta, fino al nucleo dell’Io che tiene insieme e dà senso al tutto.

Un laboratorio costruito sulla stella è quindi un percorso di equilibrio e completezza. Non si tratta di privilegiare una funzione a scapito delle altre, ma di riconoscerle tutte, di farle dialogare, di vedere come cooperano o come entrano in tensione. In questo senso, la scrittura diventa non solo un esercizio di memoria o di espressione, ma un vero e proprio atto di integrazione psichica.

In più, condividere questa pratica in gruppo amplifica l’esperienza: ascoltare come gli altri raccontano le proprie funzioni apre prospettive nuove, ci fa riconoscere similitudini e differenze, crea risonanze inaspettate. Ogni voce risuona nell’altra, e ciascuno porta un pezzo di comprensione che arricchisce l’insieme.

Fare un laboratorio di scrittura autobiografica sulla stella significa, dunque, intraprendere un viaggio guidato e allo stesso tempo libero, dove la parola diventa strumento di consapevolezza e la mappa delle funzioni si trasforma in bussola per orientarsi nella propria storia.

Informazioni pratiche
La Stella e la Penna è un percorso di otto incontri di scrittura autobiografica ispirato alla Psicosintesi. Per introdurre un tema o una scrittura, potranno essere proposte brevi esperienze di contatto con se stessi.

Gli incontri si terranno presso l’Associazione Dechen Choling, in via Cavour 56.

Per partecipare al percorso è richiesto il tesseramento all’Associazione.
Il contributo complessivo è di 160 euro.

Necessari: un quaderno, una penna, curiosità e coraggio q.b.

Per informazioni e iscrizioni:
📞 Erika 335 7740735

Vi aspetto con gioia,
Erika